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Big Data Digital Wine&Spirits

Nel post precedente abbiamo visto come Social Media e Big Data siano due parole tra loro molto legate, e che l’utilizzo strategico di entrambe abbia un impatto molto positivo sulla presenza on line di un’azienda vitivinicola.

Oggi tutti parlano di Big Data, è il termine di moda nel settore della comunicazione digitale.

_ Big Data_is the new black _

Quanti però ne hanno veramente competenza?

Convinti che oggi l’attività consulenziale (e quindi anche e soprattutto quella che ci riguarda, preposta a fare branding, a costruire marche attraverso la definizione di identità), non possa prescindere da un maggiore ascolto e analisi del mercato, dall’utilizzo quindi di dati oggi disponibili più facilmente, più facili da leggere, più pertinenti, abbiamo colto l’opportunità di creare una stabile collaborazione con Quaerys, uno spin-off accademico dell’Università di Torino, per innovare il mercato emergente dei Big Data nei Social Media.

QUAERYS_TREE

Focalizzata sul mercato vitivinicolo, è nata così Wine.Social, una piattaforma di ascolto ed analisi che, partendo dall’intercettazione delle conversazioni on line sui temi d’interesse specifico, fornisce alle aziende vitivinicole un supporto di dati e evidenze sul mercato aggiornato e continuativo, utile nella definizione e nella gestione dell’attività di comunicazione sui social media.

WINE.SOCIAL

Wine.Social è il servizio di RBA Design per il mercato dei produttori di vino che vi aiuterà a rispondere a molte domande; Dalle più generiche (come faccio a gestire efficacemente i miei Social Media ed in generale la presenza on-line della mia azienda?) alle più specifiche (Qual è la mia reputazione online? Cosa pensano di me i consumatori?

I miei competitor sono più bravi di me suoi social.   Cosa si dice di me su Facebook su Twitter o su Linkedin? Di cosa parlano i commenti sui social che riguardano il mercato del vino?).

Con Wine.Social siamo pronti ad affiancare la vostra azienda su 3 livelli:

1Monitoriamo per un dato periodo di tempo i social ed il web e fornendo un Report riassuntivo che dia precise raccomandazioni ed indicazioni strategiche ed operative alla vostra attività Social nel mercato del vino.

2– Forniamo una Piattaforma dove sarà possibile monitorare in tempo reale tutte le info che insieme giudicheremo interessanti, affiancandovi o gestendo in toto la parte reportistica e la definizione strategica.

3– Partendo dalle informazioni raccolte e dalla strategia delineata, vi affianchiamo nella Gestione dei contenuti, producendoli e pubblicandoli direttamente, con continui monitoraggi per verificare l’efficacia dell’attività rispetto ai nostri obiettivi.

Nel prossimo post vi presenteremo in dettaglio questi servizi spiegando come potranno aiutarvi a raggiungere il successo competitivo in un mercato così complesso come quello del vino.

Per maggiori informazioni e/o anticipazioni scrivete a : angelo.faravelli@rbagroup.it

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Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it
Big Data Digital Wine&Spirits

 

Questo è il primo dei 3 post con i quali vi accompagneremo verso il Vinitaly 2017, approfondendo un argomento che riteniamo molto importante per il successo competitivo delle aziende vitivinicole, e sul quale la nostra agenzia sta focalizzando molti sforzi sia come studio e ricerca che come sviluppo di nuovi servizi. Stiamo parlando dei Big Data, di cosa sono e di come possano aiutare i vostri Social Network e la presenza digitale della vostra cantina ad ottenere i risultati che vi aspettate.

wine.social

Come molti di voi sanno il Vino e la Marca sono il nostro “habitat naturale”. RBA Design ha maturato una grande esperienza nel mercato Wine&Spirits in 20 anni, con più di 50 clienti e circa 1000 progetti di branding sviluppati. Vini, spumanti, alcolici, aperitivi, soft drinks e birre per piccoli produttori di eccellenza come per grandi brand internazionali, sempre nel segno dei nostri Valori di Ambizione, Accuratezza ed Autenticità.

Franciacorta brand
Franciacorta brand

Oggi più di ieri la Marca è un sistema complesso che richiede interventi integrati, mirati a ottenere una experience concreta e realistica, coinvolgente per chi la sceglie.                                                      Con questa integrazione il confine tra analogico e digitale sfuma sempre di più. La marca deve presidiare entrambe le aree , narrare la sua storia,  coccolare e guidare il cliente  in ciò che vede, che sente, che gusta e che mangia.                                                                                                 In questo senso i Social Network sono parte integrante se non principale del sistema di narrazione di una marca nel mondo del Wine&Spirits.

bollicineSiamo però sicuri di utilizzare i Social Network in tutte le loro potenzialtà? E in che senso i Big Data ci possono aiutare a farlo?     Da Wikipedia estraiamo la definizione di Big Data: “il termine usato per descrivere una raccolta di dati così estesa in termini di volume, velocità e varietà da richiedere tecnologie e metodi analitici specifici per l’estrazione di valore…I Big Data rappresentano anche l’interrelazione di dati provenienti potenzialmente da fonti eterogenee, quindi non soltanto i dati strutturat, come i database, ma anche non strutturati come immagini, email, dati GPS, informazioni prese dai social network”.

Come scrive Dennis Hung in un suo articolo, è importante comprendere subito che i Social Media fanno parte dei Big Data. Di più: i Social sono la fonte principale di Big Data.                                            In una ricerca CMS Wire ( www.cmswire.com ) afferma che l’80% dei dati “non strutturati” provengono proprio dai social.

social&vino

In quest’ottica i contenuti sono informazioni così come lo sono i likes, le condivisioni, i retweet, i commenti,Ecco svelata quindi la fortissima connessione tra i Social Network ed i Big Data.

Siamo convinti che un’agenzia di branding come la nostra non possa più prescindere dai dati che danno sostanza e valore alle proprie idee. L’intuito e la creatività sono estremamente rilevanti, ma non utilizzare i dati significherebbe non sfruttare tutte le risorse a disposizione per raggiungere gli obiettivi di marketing dei nostri clienti; Inoltre oggi i dati sono ottenibili facilmente. Non altrettanto semplice è la loro comprensione, l’analisi ed il loro utilizzo strategico.

Nel prossimo post vi parleremo proprio di questo: come secondo noi la gestione strategica del binomio Biga Data / Social Network nel mercato dei vini e degli alcolici possa incidere positivamente sul vostro business.                                                                                                               Per maggiori informazioni e/o anticipazioni scrivete a angelo.faravelli@rbagroup.it

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Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it
Wine&Spirits

A livello mondiale, negli ultimi 10 anni il mercato del vino è cambiato in maniera decisa.

Vino, nuovi mercati e nuovi consumatori.
Vino, nuovi mercati e nuovi consumatori.

Al di là delle cifre precise, è interessante  il grafico che vedete qua sopra  : è evidente come i consumi nelle regioni “tradizionali” , tipo Italia e Francia, ma anche Spagna  siano in declino, mentre sono in aumento nelle regioni così dette nuove come USA, Cina, Russia, Uk.  Lo si  vede dall’inclinazione delle varie colonne dell’istogramma : in salita crescente per le nuove regioni, in discesa rapida per le vecchie.

Se è cambiato il mercato significa che è cambiato anche il consumatore.

Sinteticamente ci piacere individuare 4 grandi evoluzioni :  
1) Il nuovo consumatore di vino è più attento nelle sue scelte.
La crisi dove non ha ridotto il reddito per consumi ne ha  fatto percepire maggiormente l’importanza. Spendiamo anche  la stessa cifra di prima per una bottiglia di vino, ma stiamo  appunto più attenti a ciò che compriamo.
2) Da questo atteggiamento deriva quindi una maggiore consapevolezza. Voglio essere consapevole di ciò che compro e che bevo, voglio diventare protagonista del percorso di scelta e di acquisto
3) Il vino è poi consumato in momenti molto diversi. Il consumo quotidiano a pasto si è drammaticamente ridotto e nascono nuovi momenti di conusmo, principalmente condivisi (aperitivi, feste…).
4) Un aspetto rilevante del consumo consapevole è  rappresentato dall’enoturismo. Se  voglio sapere cosa bevo,  cosa c’è di meglio della visita alla cantina di produzione? Dai  Dati dell’Osservatorio Nazionale sul Turismo del Vino di “Città del Vino”, in collaborazione con l’Università di Salerno si apprende che in Italia, la spesa per le visite in cantina è di circa 2,5 miliardi di euro e il numero di turisti del vino supera i 10 milioni. Un mercato vero e proprio dove il vino è l’aspetto principale e trainante, ma non l’unico.

L’azienda vitivinicola deve quindi narrare la sua storia,  coccolare e guidare il cliente  in ciò che vede, che sente, che gusta e che mangia.

Dove lo trovo il nuovo consumatore di cui sopra? Come faccio a “incontrarlo” e a guidarlo?

Il mondo digitale è l’arena dove prodotto e consumatore si incontrano, dove può avvenire il magico primo contatto tra marca di vino e cliente.

I nuovi dati appena usciti di We Are Social e Hootsuite danno un panorama preciso del mondo digitale italiano. In italia ci sono 39.000.000 di persone che navigano internet, Il 66% della popolazione. 31.000.000 sono da considerarsi utilizzatori attivi dei social media (52% della popolazione ), mentre la penetrazione di Facebook arriva al 52%, quella di Instagram al 28% e quella di Twitter al 25%. ( Per maggiori info scriveteci angelo.faravelli@rbagroup.it  o consultate direttamente il report http://wearesocial.com/it/blog/2017/01/digital-in-2017-in-italia-e-nel-mondo ).

Fonte : We Are Social & Hootsuite.
Fonte : We Are Social & Hootsuite.

Il mondo digitale è  ben  presidiato dalle aziende produttrici di vino. Circa il 90%  di quelle che hanno un marchio commerciale anche con distribuzione limitata, hanno già un progetto web. Circa il 70% di queste ha un profilo Facebook e il 35% uno Twitter.

Ma un conto è essere on-line, un altro è avere una presenza digitale efficace che sia effettivamente a servizio del business della cantina

Quali sono gli elementi da considerare per avere una presenza digitale efficace?
Ci piace innanzitutto parlare di PROGETTO WEB e non di SITO. Il sito è il “semplice” fulcro dove poggia la presenza digitale dell’azienda.E’ la vetrina sostanzialmente  statica dove si presenta la storia, la struttura, i prodotti.
La forza della presenza digitale è  data dai contenuti che l’azienda pianifica, produce e pubblica attraverso tutti i canali social e dinamici quali : il blog/magazine aziendale, i Social Network, la newsletter

La presenza digitale efficace si declina quiandi attraverso una vera e propria esperienza che dobbiamo fare vivere al nostro consumatore o potenziale cliente, seguendo lo lo schema di quella che abbiamo chiamato . RBA DIGITAL EXPERIENCE (vedi sotto)

Il vino e il digitale secono RBA Design
Il vino e il digitale secono RBA Design

Il sito è quindi il punto di appoggio per tutti i canali dinamici dell’azienda, che si alimentano attraverso contenuti interessanti per i navigatori e trovabili dai motori di ricerca.

Homepage del progetto web Tenute Salvaterra, by RBA Design
Homepage del progetto web Tenute Salvaterra, by RBA Design

Nella prossima puntata chiariremo cosa sono i contenuti, chi li deve produrre ed evidenzieremo i temi di maggiore rilevanza da approfondire sui social.

Rimanete in contatto.

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Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it
Packaging Design Wine&Spirits

( News tratta da: http://www.foodbev.com )

Prima delle festività, il Gruppo Campari ha lanciato anche in Inghilterra la versione “ready to enjoy” del classico cocktail Negroni. Dalla fine di novembre la bottiglia è presente in tutti i negozi ad insegna Waitrose.
Il nuovo Negroni, la cui etichetta è stata sviluppata da RBA Design, viene venduto nella bottiglia da 70cl come il Campari Bitter originale per enfatizzarne la tradizione e la qualità. Il packaging, che riporta anche l’effigie del Conte Camillo Negroni, inventore del cocktail, è un mix di tradizione e modernità. In linea con i codici del mondo dei bartender e dei Classic Cocktails, è completamente autonoma, ma al tempo stesso fortemente legata agli stilemi Campari.
Foodbev.com riporta che Nick Williamson, direttore marketing di Campari UK, si dice entusiasta di poter inserire nell’offerta del gruppo il Campari Negroni. Mr. Williamson conclude così: “Tutti i fan del Negroni potranno godersi un mix perfettamente equilibrato in completo relax; l’unico sforzo sarà versare in un bicchiere questo delizioso cocktail preparato con cura artigianale, riempirlo di ghiaccio e guarnirlo con una fetta di arancia, esattamente come faceva il Conte quasi cento anni fa”.

Fabrizio BernasconiAUTORE
Fabrizio Bernasconi
fabrizio.bernasconi@rbagroup.it
Branding Retail

Poche settimane fa è stata presentata la nuova identità visiva di Grandi Stazioni Retail, la società subentrata a FS nella gestione degli spazi commerciali e di comunicazione delle 14 principali stazioni ferroviarie italiane.

Un consorzio formato da Antin Infrastructure, Borletti Group ed Icamap: una expertise profonda del mondo retail e immobiliare per un progetto innovativo, orientato a creare nuove shopping destination, luoghi d’incontro capaci di soddisfare i bisogni dei viaggiatori, dei visitatori e delle città.

Tra i primi ambiziosi obiettivi che si propone la nuova società, vi è quello di aumentare il tempo medio di permanenza in stazione in virtù di una rinnovata offerta di negozi e locali e quindi della creazione di una shopping experience di valore per gli utenti (il modello e fiore all’occhiello già operativo è il nuovo Mercato Centrale di Roma Termini).

Rba Design ha vinto la gara creativa relativa alla strategia di comunicazione ed alla realizzazione dell’immagine coordinata del brand, dall’ideazione del logo alla sua applicazione, dal payoff alla campagna.

Il target di riferimento è enorme, un flusso di viaggiatori stimato in 750 milioni per anno distribuito su tutto il territorio nazionale. Un pubblico principalmente fra i 18 ed i 44 anni, con un’istruzione ed un reddito superiore alla media, con una disposizione alla spesa decisamente elevata.

Il concept sviluppato interpreta la stazione come spazio che completa il viaggio, dove vivere un’esperienza unica sviluppando nuove opportunità. Una grande piazza, dove convergono tremi e persone, prodotti ed eventi in modo inclusivo e dove il tempo assume una nuova dimensione, da ingranaggio inarrestabile a piacere: un viaggio all’interno del viaggio.

Non si tratta quindi di costruire l’identità di singoli spazi immobiliari o media da affittare o vendere ma di sviluppare un progetto organico e definito di retail, capace di evolvere la percezione della stazione : da semplice luogo di passaggio a spazio di una experience strutturata e diffusa. Un vero Destination Brand.

Il nuovo marchio Grandi Stazioni Retail sintetizza i valori di dinamismo, modernità e valore con un segno  molto forte, originale, evocativo del concetto (la piazza al centro dei flussi in costante movimento) e di un carattere interamente ridisegnato per dare un segno ulteriore di personalità.

I colori corporate sono blu e silver. Si percepisce attenzione, cura, quel rigore di chi vuole fare bene le cose per gli altri. Così la stazione non è più solo un luogo di passaggio, diventa un’area capace di creare emozioni.

Il logo nella comunicazione esterna sarà accompagnato dal claim :   “Il viaggio nel viaggio”  a sottolineare ed amplificare ancora una volta il nuovo ruolo della stazione .

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Fabrizio BernasconiAUTORE
Fabrizio Bernasconi
fabrizio.bernasconi@rbagroup.it
Retail Senza categoria

Il MAPIC è il salone di punta del mercato immobiliare retail internazionale Non per niente si tiene in Costa Azzurra, a Cannes…

Nella 3 giorni francese, dal 16 al 18 novembre,  convergono da tutto il mondo più di 3.000 retailers, e più di 300 società d’investimento.

E’ per noi un privilegio segnalare che tra gli espositori sono presenti due nostri clienti : Grandi Stazioni Retail e The Market.

Grandi Stazioni Retail ha in concessione l’affidamento a lungo termine delle convenzioni per il diritto di sfruttamento economico degli spazi commerciali e pubblicitari delle 14 più grandi stazioni ferroviarie italiane.

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The Market, maxi shopping center promosso da Borletti group con gli advisor di Dea Real Estate, occuperà una superficie commerciale totale di 25 mila metri quadrati, con 120 negozi.

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In entrambe i progetti RBA Design si è occupata della definizione strategica e creativa della brand identity e della comunicazione corporate. Ne parleremo più diffusamente nei prossimi post.

Per ora vi diamo appuntamento a Cannes, per il MAPIC.

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Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it
Branding

MEDICA 2016 a Dusseldorf è l’appuntamento irrinunciabile per il mercato mondiale della tecnologia e dei prodotti medicali.

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Il nostro cliente Bomi Group sarà presente con il suo stand istituzionale sviluppato a partire dal concept espositivo e con la supervisione artistica di RBA.

linkedin_bomi                                                                    Bomi è un gruppo internazionale leader di mercato, che opera nella logistica avanzata a supporto dell’healthcare, come partner delle più importanti aziende del settore.

Nel 2016 RBA si è occupata della revisione della corporate identity e della definizione delle communication guidelines del Gruppo.

Siamo partiti dallo studio del tagline “Handling Health with Care”, che va oltre il concetto di logistica per enfatizzare il committment e l’atteggiamento manageriale in partnership con le aziende del medicale, approfondendolo nel motto: “Intelligence first, Delivery after, Customer Care always”.

brand guidelines 3d

Tutte le Communication Guidelines sono state poi riassunte e ed illustrate nel brand manual e nella brochure istituzionale che sarà presentata in Fiera e guiderà la comunicazione del Gruppo Bomi worldwide.

brochure 3d

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Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it
Food Packaging Design

Uno dei primi prodotti alimentari di servizio è nato nel 1897: stiamo parlando della Campbell Tomato Soup, prodotto diventato poi un’icona soprattutto grazie all’arte di Andy Warhol negli anni ’60 (vedi immagine qua sopra) .

Se possiamo quindi definire la data della nascita del convenience food, come è stato denominato il prodotto alimentare con elevati contenuti di servizio, è facile notare anche come il suo sviluppo e la sua evoluzione non siano mai rallentati : solo settimana scorsa ero al supermercato, in una primaria catena italiana, e mi è capitato di vedere le uova sode già sbucciate. Evitando di commentare in merito alla loro utilità (se le producono, dico io, qualcuno le comprerà anche) ci sembra interessante fare qualche riflessione su questo tipo di merceologia.

Da un lato la crescita del segmento dei millenials che non vogliono passare tanto tempo in cucina a preparare da mangiare, dall’altra il continuo incremento della domanda di cibo naturale e sano, stanno cambiando i connotati del mercato del food con alto livello di servizio. Si nota sempre di più un mix tra comodità di consumo e salubrità degli ingredienti. Sempre più persone vogliono trovare nei cibi sia un elevato livello di servizio sia una risposta alle loro richieste di wellness e di sicurezza alimentare.

Da questo punto di vista è interessante per esempio notare il percorso che sta facendo la Fratelli Beretta, passata dalle tradizionali vaschette di salumi preaffettate,  tra i capostipiti del mercato convenience food, a piatti pronti vegetariani, che raccolgono le sollecitazioni salutiste a cui si ho accennato prima . Ci piace sottolineare la scelta strategica di allargare la gamma con un intelligente mix di marca aziendale usata come garante, e brand delle singole linee (“W la mamma” su tutte) utilizzate appunto per differenziare le proposte merceologiche, andando ad attirare un ben determinato segmento di mercato.

wlamamma

Rimanendo sempre nel segmento convenience, negli ultimi anni bisogna segnalare un grande sviluppo del mercato della frutta secca ed essicata, confermando ancora una volta la richiesta degli acquirenti di avere cibi naturali e comodi da mangiare.

Questo è un fenomeno che vale per tutto il mondo, e per l’Italia in particolare.

“Grazie alla diversificazione della funzione d’uso, frutta secca ed essiccata stanno registrando aumenti nei consumi senza precedenti in Italia. Guardando alla congiuntura dell’anno terminante a settembre 2015 sul canale distribuzione moderna (Fonte: IrI), è la frutta secca senza guscio a segnare le performance migliori di crescita a doppia cifra… I frutti rossi disidrati sono tra i prodotti a più alto tasso di crescita, raggiungendo, nel periodo preso in esame, i 18 milioni di euro (escludendo i discount).” Fonte : http://www.italiafruit.net/DettaglioNews/33208/la-categoria-del-mese/frutta-secca-ed-essiccata-la-crescita-di-una-categoria-che-ha-cambiato-marcia.

Tra la marche più attive nella nostra penisola, segnaliamo Noberasco, con un catalogo prodotti estremamente profondo e il continuo inserimento di nuove merceologie con alto contenuto di innovazione. Anche i progetti di identità visiva di Noberasco nascono in RBA Design.

noberasco

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Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it
Il Questionario Di Proust

Per la nona puntata del nostro “Questionario di Proust per il Mondo del Vino” oggi è la volta del discendente di una delle famiglie più importanti del mercato enologico italiano : Alessandro Lunelli di FERRARI F.lli Lunelli S.p.A. Leggete con noi le risposte, a volte sorprendenti, sempre interessanti.

Q-Question) Qual è la vostra definizione preferita di “vino”?

A-Answer) “Il vino è la poesia della terra” (Mario Soldati).

Q) Qual è l’elemento più importante in un’etichetta?

A)Il Marchio: la sintesi dei valori di una storia , di un’azienda, di una famiglia e del suo territorio.

Q) Qual è l’aspetto che preferite rispetto al lavoro nel settore del vino?

A) Tantissima gente ama il vino e a tantissima gente piace sentirne parlare. Proprio in questa facilità di comunicazione trovo il piacere di lavorare in questo mercato. Mi piace che il vino venga percepito come passione, emozione, arte.

Q) Qual è la qualità che preferite rispetto ai vini da voi prodotti?

A) L’eleganza.

Q) Scegliete uno dei vini della vostra gamma e diteci quale sia l’abbinamento gastronomico preferito.

A) La nostra Riserva Lunelli abbinata al riso mantecato con Trentingrana, mele e timo. Una creazione dello chef Alfio Ghezzi della nostra Locanda Margon. Un abbinamento completamente trentino.

Q) Pensate a un vino della Vostra gamma e paragonatelo a un musicista (cantante, gruppo o compositore).

A) Scelgo certamente il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, e lo affianco ad uno dei grandissimi compositori dell’immortale tradizione classica italiana : Giuseppe Verdi.

Q) Qual è il vostro vino preferito (esclusi quelli della Vostra Azienda)

A) Qua sono molto felice di nominare l’ES, di Gianfranco Fino. Un Primitivo di Manduria che racconta di un’enologia pugliese dalle grandi ambizioni. Mi piace citare anche la moglie Simona, che esprime nella sua persona tutte le caratteristiche positive del vino di cui parlavo in una precedente risposta : passione, emozione ed arte.

Q) Qual è il Vostro stato d’animo attuale in relazione al mercato del vino?

A) Mi sento ottimista, Il vino italiano sta cavalcando un’onda lunga che lo sta portando sempre più verso livelli qualitativi percepiti elevati. Non sto parlando delle eccellenze, quasi “scontate”, ma proprio del valore e della qualità media di un mercato in continua evoluzione positiva.

Q) Qual è l’area vitivinicola dove vi piacerebbe lavorare, ad esclusione di quella attuale?

A) Mi piacerebbe lavorare nella zona dell’Etna. Trovo che sia un territorio dalle enormi potenzialità non ancora completamente sfruttate.

Q) Qual è il momento che preferite nel lungo processo della produzione del vino (dalla messa a terra delle barbatelle fino all’uscita della bottiglia dal magazzino)

A) Ho un’idea molto precisa. Adoro il giorno prima dell’inizio della vendemmia. La soddisfazione del lavoro svolto durante l’anno, mista ad una piccola ansia perché il vino non è ancora in cantina e nel nostro mercato la natura può decidere di cambiare tutto in un breve spazio temporale.

Q) Qual è il vostro cibo/piatto preferito?

A) Pizza, tradizionale e gourmet.

Q) Se non lavoraste nel settore del Wine&Spirits, in quale altro vi piacerebbe lavorare?

A) Mi piacerebbe fare il General Manager nel settore sportivo.

Q) Qual è il vostro “Motto” preferito?

A) E’ per me importante citare due motti. Il primo appartiene alla storia della nostra azienda, è di Aristotele e recita : ”L’eccellenza non è un atto, ma un’abitudine”. Il secondo è invece il motto di noi che rappresentiamo la terza generazione della famiglia Lunelli, ed è quasi un monito : “Ciò che hai ereditato dai padri riconquistalo, se vuoi possederlo davvero” in questo caso l’autore è Wolfang Goethe.

Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it
Food Retail

Per noi ghiottoni impenitenti che percorriamo avanti e indietro la Milano-Bologna, da tanti anni c’è un’uscita obbligatoria, o quantomeno consigliata. E’ quella di Fidenza. Non stiamo parlando del Fidenza Shopping Village dato che quell’uscita la imboccavamo anche prima che ci fosse l’outlet. Ci riferiamo ad un negozietto piccolo, con una porta pesante da aprire, vicino ad un’officina. Lo trovate ancora adesso appena dopo l’uscita della A1, proprio vicino alla rotonda affacciata sull’autostrada. Il negozietto è della famiglia Carpanese, negozianti alimentari dal 1966 e si chiama Parma Menù.

Abbiamo fatto questa lunga introduzione per sottolineare come il fatto che oggi siano nostri clienti ci fa particolarmente piacere…

Parma Menù è diventato molto di più di una salumeria e di un “negozietto” alimentare. Parliamo di un concetto di bottega ed osteria dove l’avventore può tranquillamente mangiare o fare la spesa, o entrambe se proprio è un vero buongustaio

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Il concept per ora è stato sviluppato nello store di Salsomaggiore, ma sarà presto allargato a tutti e 5 i punti vendita della famiglia Carpanese (anche nel negozietto vicino all’autostrada) e verrà implementato a livello internazionale.

RBA si è occupata del re-branding dell’identità partendo dal marchio fino ad arrivare al retail design, studiando nei minimi particolari quella che oggi si chiama la shopping experience all’interno del locale.

Il progetto vuole costruire un ponte tra passato e futuro, attraverso un racconto della storia della famiglia Carpanese che fa bella mostra di se anche con i testi che descrivono le ricette della nonna, riportati direttamente sui muri di Parmamenù a Salsomaggiore.

L’idea è quello di selezionare cibi di qualità del territorio parmense e di offrirli al consumatore, creando un ambiente di condivisione stretta tra fornitori, azienda ed i suoi clienti. Parma Menù non si limita comunque a selezionare e commercializzare, ma produce anche direttamente alcuni cibi tipici, come la pasta fresca, anche ripiena ed il gnocco fritto.

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Tra breve sarà on-line il progetto web dove la famiglia Carpanese si racconterà ancora meglio.

State connessi!

Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it